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Per saperne di più / Zafferano - Storia
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Storia dello zafferano
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Lo zafferano che utilizziamo per condire i nostri piatti non è altro che il lo stimma del fiore di Crocus Sativus,
che fa parte della famiglia delle Iridacee: è un fiore di colore viola che fiorisce in autunno.
La pianta adulta è costituita da un bulbo-tubero di un diametro di circa 5 cm.
Il fiore dello zafferano è un perigonio formato da 6 petali di colore violetto intenso. La parte maschile è costituita
da 3 antere gialle su cui è appoggiato il polline. La parte femminile è formata dall'ovario, stilo e stimmi.
Dall'ovario, collocato alla base del bulbo, si origina un lungo stilo di colore giallo che dopo aver percorso tutto
il getto raggiunge la base del fiore, qui si divide in 3 lunghi stimmi di colore rosso intenso. Le foglie sono lineari,
molto acute, a sezione triangolare e sono lunghe d 30 a 50 cm e larghe da 2 a 4 mm.
Gli stimmi, dal profumo acutissimo e particolare, disseccati, interi o in polvere costituiscono lo zafferano.
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La mitologia greca spiega la nascita della pianta dello zafferano con l'amore di Croco per la ninfa Similace;
gli dei contrari a questo amore, trasformarono lui nella pianta dello zafferano e lei in quella sempreverde del tasso.
Nella commistione tra leggende greche e romane abbiamo il dio Mercurio, che avendo colpito il suo amico Crocus per un errato lancio del disco,
volle tingere del suo sangue il fiore della pianta, così che gli uomini, attraverso il colore e attraverso il suo nome ricordassero sempre il suo amico.
Il nome deriva dall'arabo za'-farán' e dal persiano 'zaa-fran'. Dall'Asia la coltivazione si diffuse nell'Africa settentrionale,
e in seguito nella Spagna.
La Spagna fu uno dei primi paesi a capire l'importanza economica dello zafferano e tentò di conservarne il monopolio.
L'esportazione dei bulbi era vietata e i trasgressori rischiavano il carcere e anche la pena di morte.
Non si conosce la data precisa in cui lo zafferano dalla Spagna venne introdotto in Italia, ma sappiamo con certezza
chi importò i bulbi nel nostro paese: il padre domenicano Santucci, abruzzese di Navelli, grande appassionato di agricoltura
che, regnando Filippo II di Spagna, era membro del tribunale dell'Inquisizione; riuscì a portare i bulbi nel manico del
proprio bastone per nasconderli ai controlli.
Padre Santucci si innamorò della aromatica piantina, studiò la natura del terreno in cui poteva meglio prosperare, quindi
decise di coltivarla. I risultati furono ottimi e padre Santucci ottenne un prodotto di qualità superiore persino a quello
spagnolo, già molto rinomato.
Da Navelli la coltura si estese fino all'Aquila: si instaurò un proficuo commercio (con Venezia, Milano, Marsiglia, Basilea),
dal quale anche il governo traeva cospicue rendite annuali.
Oggi, In Italia, le maggiori estensioni di coltivazioni di zafferano sono in Abruzzo, Sardegna, Toscana, Umbria.
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News
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15/12/2009 COMUNICAZIONE
Durante il periodo natalizio le spedizioni potrenno subire dei leggeri ritardi
10/08/2009 Giovedi' 13 Agosto Perle d'Abruzzo su Terra, Canale5
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