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Per saperne di più / Il vino abruzzese

Speciale Vino

Il poeta Ovidio, nel suo capolavoro Le Metamorfosi, descrive i vigneti abruzzesi, esaltandone bellezza e importanza. Da queste parti, il condottiero Annibale, riuscì a far guarire i suoi cavalli, malati di scabbia, lavandoli con il vino prodotto dai Marsi e dai Sanniti. Oggi nell’intero Abruzzo la fascia vitata è situata esclusivamente su posizioni collinari.

D.O.C. : Montepulciano d'Abruzzo

Storia
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il Vino Nobile di Montepulciano e l'omonimia risulta quindi puramente casuale. Quest'ultimo, infatti, trae origine dalla citta' in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l'uvaggio. Con certezza si puo' affermare che il vitigno Montepulciano e' nato nell'abruzzese Valle Peligna, notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, in un periodo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno.
In questa zona ha subito delle selezioni e si e' adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini. Oggi lo si trova coltivato con successo nel territorio circostante le quattro province abruzzesi di Chieti, l'Aquila, Pescara e Teramo, ad una altitudine non superiore ai 680 metri s.l.m.. Per il Montepulciano d'Abruzzo, oltre al vitigno omonimo concorre in minima parte per la sua produzione anche il Sangiovese, di sicura origine toscana e, precisamente, della zona del Chianti.
Vinificando l'uva Montepulciano in assenza di vinacce, oppure con leggero contatto delle annate di scarso colore, al Montepulciano D'Abruzzo si affianca la specificazione "Cerasuolo", come ad indicare il colore rosso ciliegia che lo caratterizza. Il Cerasuolo non e' di facile produzione: e' sufficiente un taglio anche con minime quantita' di altro vino per fargli perdere le sue caratteristiche organolettiche ottimali.

Specifiche D.O.C.
Zona di produzione: il territorio vitato delle quattro province abruzzesi: Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Sono da considerare idonei unicamente i vigneti collinari situati ad una altitudine non superiore ai 680 metri. s.l.m. ed, eccezionalmente, ai 600 metri. per quelli esposti a mezzogiorno, con esclusione, comunque, dei vigneti situati in fondo valle.
Vitigni: Montepulciano; Sangiovese fino ad un massimo del 15%.
Resa massima per ha: 140 qli.
Resa massima di uva in vino: 70%.
Gradazione alcolica minima: 12%.
Acidita' totale minima: 5-7,5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 18-27 per mille.
Ceneri: 1,8-3 per mille.
Invecchiamento: 5 mesi.
Caratteristiche organolettiche: colore rosso rubino con lievi sfumature violacee e tendente all'arancione con l'invecchiamento; profumo vinoso, tenue, gradevole; sapore asciutto, sapido, morbido, leggermente tannico.
Qualificazioni: qualora sia sottoposto ad un periodo di invecchiamento di 2 anni, puo' portare la qualifica "Vecchio".
Tipologie: qualora le uve vengano vinificate in presenza delle bucce per un limitato periodo di fermentazione, il vino, in considerazione del suo colore rosso ciliegia, puo' portare la specificazione "Cerasuolo".


Abbinamenti :arrosti di carni bianche e rosse, agnello alla griglia e brodettato, pollo e coniglio alla cacciatora, grigliate miste.

D.O.C. : Trebbiano d'Abruzzo

Storia
La zona di produzione del Trebbiano d'Abruzzo e' vastissima, praticamente tutta la regione. Viene ricavato dal mosto fiore del vitigno omonimo ed ha color giallo paglierino chiaro o dorato.
Il vitigno Trebbiano d'Abruzzo viene indicato anche con la denominazione di Bombino bianco. I suoi grappoli sono di media grandezza, di forma piramidale, alati e, secondo una visione alquanto fantastica, rassomigliano ad un bambino con le braccia distese: di qui il nome di "Bambi-no" e poi di "Bombino". Oltre al Trebbiano d'Abruzzo ed al Trebbiano toscano, anche se in minima parte, concorrono alla produzione di questo vino i vitigni Passerina e Cococciola, quest'ultimo di discreta vigoria, dalla produzione costante ed abbondante, ed originario dell'Abruzzo. Etimologicamente non e' facile designare l'origine del nome "Trebbiano". Plinio, nella sua "Storia Naturale", parla di un "Trebulanum" che pare fosse originario della Campania e, precisamente, della zona di Caserta.
Di qui sarebbe stato importato in Abruzzo.
L'Abruzzo, sin dai tempi antichi, e' stata una terra rinomata per le uve ed i vini. Il poeta latino Ovidio, originario di Sulmona, scrive nel secondo libro dei Giovani Amores: "Sono a Sulmona, terzo dipartimento della campagna Peligna, piccola terra ma salubre per le acque che la irrigano... Terra fertile di grano e molto piu' fertile di uve". Dicendo "uve" e non "uva" Ovidio alludeva certamente alle varie qualita' del prodotto che gia' da allora esistevano e che hanno reso famosa nel mondo la Valle Peligna.
Il Trebbiano in particolare, che godeva di scarso interesse per i raffinati bevitori dell'Impero romano, aveva invece gran successo presso l'esercito, tanto da essere chiamato "il vino dei soldati".

Specifiche D.O.C. Zona di produzione: il territorio vitato delle quattro province abruzzesi: Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. I vigneti devono essere ubicati ad un'altezza non superiore ai 680 metri s.l.m., ed eccezionalmente ai 600 metri s.m.l. qualora siano esposti a mezzogiorno.
Vitigni: Trebbiano d'Abruzzo (Bombino bianco) e/o Trebbiano toscano. Possono concorrere, fino ad un massimo del 15%, i vitigni Malvasia toscana (Malvasia del Chianti), Cococciola e Passerina (Biancame).
Resa massima per ha: 175 qli.
Resa massima di uva in vino: 70%.
Gradazione alcolica minima: 11,5%.
Acidita' totale minima: 5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 16 per mille.
Invecchiamento: 5 mesi.
Caratteristiche organolettiche: colore giallo paglierino; profumo delicato, vinoso, gradevole; sapore asciutto, sapido, vellutato, armonico.

Abbinamenti :antipasti saporiti, paste con sughi a base di pomodoro, minestre di legumi, pesce azzurro e di lago grigliato ed in umido, zuppe di pesce non troppo piccanti.

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