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Per saperne di più / Marmellata: Caratteristiche
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Marmellata: origine e caratteristiche
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Il nome deriva dalla parola portoghese marmelo, per mela cotogna (dal greco melimelon "mela di miele" ).
Diffusa in quasi ogni paese, ha generato una serie di leggende sulla sua origine, che spesso coinvolgono personaggi
reali come Elisabetta d’Inghilterra o Caterina de’ Medici. In realtà, già gli antichi greci conservavano le
mele cotogne cuocendole lentamente con miele. Osservando come il composto ottenuto si solidificasse
durante il raffreddamento, avevano scoperto l’azione della pectina.
Diversi documenti attestano che la marmellata veniva preparata già nel medioevo in modo del tutto
simile a quello attuale. Una preparazione affine è quella della canditura della frutta o della verdura,
considerata un regalo principesco nello stesso periodo. È tuttavia probabile che entrambe le tecniche
siano ben più antiche: la cottura e, insieme, la presenza dello zucchero assicurano una lunga conservazione
della frutta, altrimenti impossibile in epoche prive di sistemi di refrigerazione.
Le marmellate sono nate dall’esigenza di conservare la frutta, raccolta in stagione, in modo da poterla
gustare nei periodi in cui ve ne è scarsità. Anche ai tempi di Roma antica, vi erano preparazioni con
finalità uguali alle nostre confetture: queste erano costituite da frutta intera immersa in vino passito,
vino cotto o miele
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Valori nutrizionali
I valori nutrizionali sono estremamente variabili a seconda della frutta e della quantità
di zucchero usate. In linea generale le marmellate apportano 200-260 cal. per 100 gr.
Se sono, invece, dietetiche, circa 100-160 cal.
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Marmellata e confettura
Se nel linguaggio di tutti i giorni si tende a non fare distinzione fra i due termini,
definendo genericamente marmellata qualsiasi composto a base di frutta e zucchero, in realtà la
differenza c'è, ed è sancita addirittura da una direttiva dell’Unione Europea. È marmellata un prodotto
a base di agrumi (limone, arancia, mandarino e, più raramente, cedro, pompelmo e bergamotto); si parla
invece di confettura se si usa qualsiasi altro tipo di frutta (o addirittura, in alcune ricette, di verdura).
La differenza la fa anche la percentuale di frutta usata per il preparato: deve essere almeno del
20 per cento per la marmellata, del 35 per cento per la confettura, del 45 per cento per la confettura extra.
Esiste anche un terzo prodotto che può essere chiamato in causa, la gelatina: è prodotta esclusivamente
dal succo della frutta senza polpa o buccia. Secondo la legge, eventuali preparati non di agrumi che contengano
una percentuale di frutta inferiore al 35 per cento, possono essere definiti a loro volta marmellate, ma si
tratta di prodotti di qualità inferiore, che comunque non possono scendere al di sotto del venti per cento di frutta.
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News
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15/12/2009 COMUNICAZIONE
Durante il periodo natalizio le spedizioni potrenno subire dei leggeri ritardi
10/08/2009 Giovedi' 13 Agosto Perle d'Abruzzo su Terra, Canale5
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