|
|
|
|
Composizioni
|
|
Per il tuo ristorante
|
|
|
Spedizioni Gratis
|
|
Per ordini superiori a 99 euro,
oppure se l'indirizzo a cui vuoi farti spedire la merce e nell'
elenco
di quelli senza spese di spedizione.
|
|
|
|
Punto vendita
|
|
|
Vieni a trovarci nel nostro nuovo negozio a San Demetrio Ne' Vestini
|
|
|
|
|
Dal cuore dell'Abruzzo le liquirizie di Menozzi De Rosa
|
|
|
Le nostre proposte
|
|
Scopri le nostre proposte
per le liquirizie pure d'Abruzzo.
Clicca qui
per accedere direttamente al nostro catalogo.
|
|
|
|
Tradizione e genuinità dall’esperienza dei frati domenicani
In un antico monastero di Atri, dove sin dal Medioevo i frati Domenicani estraevano il succo di liquirizia dalle radici che raccoglievano nella zona circostante, nel 1836 il Cavalier de Rosa organizzava la lavorazione industriale di questa preziosa pianta e dei suoi derivati.
Da allora la tradizione di genuinità non si è interrotta ed è diventata una prerogativa principale della produzione fino ai giorni nostri.
Il sistema di produzione della liquirizia estratto delle radici è semplice: ricalca fedelmente la metodica secolare della infusione delle radici sfibrate in acqua calda per cui anche il prodotto attuale possiede le caratteristiche di genuinità di un tempo.
Oggi questa lavorazione è praticata con attrezzature in acciaio inox con l’ausilio della tecnologia a bassa temperatura per mantenere integralmente la purezza e le proprietà organolettiche e non bruciare gli zuccheri naturali e le sostanze termolabili che costituiscono l’aroma.
Dalla vasta gamma dei prodotti Menozzi De Rosa abbiamo scelto per te:
|
|
|
|
La pianta della liquirizia
Il genere Glycyrrhiza comprende 18 specie di perenni a fioritura estiva, diffuse in Eurasia, Australia e America. G. glabra, quella più usata, è originaria dell'Asia sudoccidentale e della regione mediterranea. Questa pianta è una erbacea perenne rustica, cioè resistente al gelo, e cresce principalmente nell'Europa meridionale in terreni calcarei e/o argillosi. La pianta sviluppa un grosso rizoma da cui si estendono stoloni e radici, lunghi due metri. Della liquirizia vengono usate le radici di piante di 3-4 anni, raccolte durante la stagione autunnale ed essiccate.
La storia
La liquirizia era una pianta importante nell'antico Egitto, in Assiria e in Cina, era già nota nell'antica medicina greca ma solo nel XV secolo è stata introdotta dai frati domenicani in Europa. Raccomandata dai Greci per il trattamento delle ulcere, questa radix dulcis fu prescritta dai medici arabi contro la tosse e per attenuare i disturbi conseguenti all'uso dei lassativi.
Come risulta dal primo erbario cinese, in Asia la liquirizia viene utilizzata da circa 5.000 anni ed è una delle piante più importanti. I medici cinesi la prescrivono da sempre per curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari.
I libri di Medicina Cinese e l'antica tradizione Brahamanistica indiana sono concordi nell'annoverare la liquirizia tra le sostanze che avevano effetto divino sul corpo umano. Grandi quantità di liquirizia sono state rinvenute fra i tesori della tomba di Tutankhamon. Proprietà benefiche venivano elencate nei documenti del medico Ippocrate per la cura dell'asma, la tosse, le affezioni polmonari, le difficoltà intestinali, la cicatrizzazione delle ferite.
Usi e proprietà
La liquirizia è utilizzata in erboristeria e nella medicina cinese, in cucina per la preparazione di dolci, caramelle e tisane ed infine è utilizzata come additivo per le sigarette insieme al cacao. La tradizione popolare annette alla radice di liquirizia diverse proprietà farmacologiche: digestiva, antinfiammatoria. Le foglie dalle proprietà cicatrizzanti, antibatteriche e antinfiammatorie vengono usate fresche.
Unitamente ad Orzo e Gramigna serviva a preparare le tisane utilizzate negli ospedali francesi: era chiamata “bonne-à-tout”.
Era assai conosciuta per le virtù rinfrescanti una bevanda preparata facendo macerare nell'acqua la Liquirizia con una piccola quantità di Coriandolo.
Il principio attivo più importante della liquirizia è la glicirrizina che le conferisce un'azione antinfiammatoria e antivirale. Inoltre è più dolce del saccarosio. La moderna ricerca cerca di trarne vantaggio per nuove prospettive terapeutiche: terapia dell'ulcera, malattie croniche del fegato, prevenzione di gravi malattie autoimmuni.
Costello e Lynn nel 1950 hanno isolato nella liquirizia un composto steroideo che armonizza la secrezione ormonale, inibendo l'eccessiva produzione di estrogeni. Ha un effetto ormonale di tipo estrogenico.
Controindicata nei soggetti ipertesi perché aumenta la ritenzione di acqua e sodio e la perdita di potassio.
Può potenziare l'effetto di alcuni farmaci (anticoagulanti, salicilati, digitatici e acido desossicolico). Può ridurre l’effetto dei principali farmaci usati per abbassare la pressione arteriosa. I contraccettivi orali ne aumentano l’azione sulla pressione arteriosa.
|
|
|
|
Produzione
In Italia vengono prodotte ogni anno circa venticinque milioni di chili di caramelle a base di liquirizia, più o meno gommose, ottenute da oltre 30mila tonnellate di radice lavorata delle quali però solo il 10% è coltivata in Italia.
Nonostante sia presente anche in Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia, oltre i tre quarti della produzione nazionale si ottiene in Calabria, nella piana di Sibari, dove secondo la definizione della severa Enciclopedia Britannica, si coltiva la migliore liquirizia del mondo, la gran parte del prodotto lavorato dall’industria dolciaria e farmaceutica proviene da Paesi come Cina, Afghanistan, Pakistan e Turchia, ma non viene distinta dalla produzione nazionale perché non è ancora operativo l’obbligo di indicare l’origine dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti. Tuttavia per tutelare la produzione calabrese dalle imitazioni internazionali è stata avviata, con il sostegno della Coldiretti, la richiesta per il riconoscimento comunitario come denominazione di origine protetta (Dop).
In commercio la radice può essere trovata in bastoncini da masticare, tagliuzzata per decotti e tisane, in confetti preparati con estratto di liquirizia pura, ridotta in polvere e in succo (estratto nero) come dolcificante e correttivo del sapore nell'industria farmaceutica.
Curiosità Liquirizia per smettere di fumare
È boom negli acquisti di liquirizia da parte dei fumatori che nel succo saporito di questa pianta officinale cercano un surrogato alla sigaretta negata nei locali pubblici.
Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che in molti negozi si segnala un raddoppio delle vendite e in molti casi si teme l’esaurimento delle scorte per un inaspettato aumento della domanda che riguarda soprattutto le radici di liquirizia da tenere in bocca e succhiare lentamente per simulare il fumo anche nella gestualità.
Ma se in molti pubblici esercizi la vendita di liquirizia compensa almeno in parte la diminuzione nei tabacchi, per adesso non sono i produttori agricoli a trarne beneficio perché - ha precisato la Coldiretti – ad esempio nel 2005 è stato riconosciuto un prezzo ben al di sotto di un euro al chilo per le radici grezze di grande qualità.
|
|
|
|
La liquirizia per addolcire la vecchiaia?
Un composto della liquirizia sembra contrastare il declino della memoria degli anziani
Un gruppo di scienziati dell'Università di Edimburgo ha scoperto che un composto derivato dalla liquirizia, il carbenoxolone, può essere usato per rallentare il declino fisiologico delle capacità mnemoniche negli anziani e per migliorarne la memoria verbale, che serve per ricordare informazioni e fatti recenti.
I ricercatori hanno somministrato il carbenoxolone, abitualmente utilizzato per lenire i dolori dell'ulcera, a soggetti tra i 55 e i 75 anni con problemi mnemonici. I risultati sembrano molto promettenti.
Secondo Jonathan Seckl, responsabile del progetto, la progressiva perdita di memoria che si manifesta in età senile è dovuta allo stress cronico come quello causato da una malattia di lunga data. Sarebbe proprio l'ormone dello stress, il cortisolo, a danneggiare l'ippocampo, una struttura cerebrale connessa all'apprendimento e alla memoria. Seckl ha scoperto che il carbenoxolone blocca l'aumento del cortisolo nel cervello, impedendo così il danneggiamento dell'ippocampo e rallentando il processo di “erosione” delle capacità mnemoniche.
Inoltre il carbenoxolone sembra migliorare la memoria anche in chi è affetto da diabete di tipo 2 ed essere una cura efficace per contrastare i primi sintomi di demenza senile o di Alzheimer, sebbene quest’ipotesi debba essere ancora valutata alla luce di nuovi studi.
|
|
|
|
News
|
15/12/2009 COMUNICAZIONE
Durante il periodo natalizio le spedizioni potrenno subire dei leggeri ritardi
10/08/2009 Giovedi' 13 Agosto Perle d'Abruzzo su Terra, Canale5
|
|
Zafferano dell'Aquila
|
|
Visita il sito da noi dedicato allo zafferano, il nostro "fiore all'occhiello"
|
|